Decadente

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Berlusconi non sarà più un senatore, non farà più politica, almeno nel parlamento della Repubblica Italiana.

Cosa altro aggiungere dopo la decisione della Giunta per le Elezioni del Senato? Anche se per ora è solo una proposta da sottoporre al Parlamento, sembra quasi impossibile che sia successo. Sembra una finzione.Nemmeno i giornali danno alla notizia il clamore che meriterebbe. Pare che nessuno voglia fare troppo rumore. Come se, risvegliandosi da un brutto sogno, uno voglia vedere cosa succede dopo: se continua l’incubo o se si torna alla vita, quella vera.

La storia di Silvio Berlusconi è parte della storia italiana e quella non andrà mai via e la storia ci dirà se è stato davvero un uomo giusto o sbagliato.

Forse da domani cambierà la politica, forse è già cambiata, forse non cambierà proprio un bel niente o non è mai cambiato, ma l’occasione di prendere strade diverse dal passato, quella sì ce l’abbiamo. Perciò -senza tanto rumore e sapendo che mancherai tanto al Corsivista per le infinite ispirazioni che ci hai offerto- Silvio addio!

La politica fa schifo

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Quando uno parla per luoghi comuni è un qualunquista, quando si di tutta l’erba un fascio non è corretto, quando si dice che la politica fa schifo allora è un populista. Tutte cazzate.

La politica fa schifo, è un dato di fatto. Come dire che il sole emette calore, che l’acqua disseta, che la vita ha un termine. La paraculaggine perenne di pochi sfacciati personaggi che giocano a farsi la guerra è un mistero che la storia si è sempre portata sulle spalle. E chissà come verrà chiamata sui libri dei posteri questa fase della politica italiana. Davvero si dirà che i ministri del Pdl si sono dimessi per “non rendersi complici dell’aumento dell’Iva” – come ha detto Berlusconi ordinando ai suoi di ritirarsi dall’esecutivo?

Fino a ieri lo stesso Berlusconi aveva assicurato che il governo non avrebbe subìto nessuna ripercussione dalle sue vicende giudiziarie. Poi oggi l’improvvisa decisione: ritirata! E –con una scusa (l’Iva)  che rasenta il ridicolo- la crisi si apre. Si apre una crisi nella crisi, davanti ad un’Europa che ci chiede di rientrare dal deficit del 3%, davanti ai tanti giovani che non sanno che fare della propria laurea perché non trovano lavoro, davanti a chi il lavoro ce l’aveva, ma l’ha perso, davanti ai pensionati e ai malati che non hanno più gli ospedali perché – a causa di tagli- sono stati chiusi.

Questo non è qualunquismo, è realtà, la realtà è correttezza e la correttezza non è populismo. La politica fa schifo.

Io non sono (lo) Stato

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Di tutte le attese legate all’ evoluzione politica di queste ore, il discorso di Berlusconi è la cosa che colpisce meno di tutte. Tecnicamente la sua capacità comunicativa rimane la stessa, ma ha perso d’efficacia. A Roma direbbero: “A Berluscò nun te crede più nessuno!”.

Eppure non è difficile immaginare che il venturo (vecchio)  partito Forza Italia -che scenderà (di nuovo) in campo- avrà un largo consenso. Le parole del Caimano -specie quelle che pregano gli italiani di ribellarsi- sono troppo invitanti per chi è stato vittima negli anni dei soprusi di governi incapaci di far crescere il Paese.

Ed ora – come nelle più antiche tradizioni mafiose- le parole di Berlusconi vengono a dirti: ” Caro italiano fai guerra alla magistratura, fai guerra allo Stato. Io ci sarò comunque, decaduto o meno ti sarò vicino.”

A guardare Berlusconi uno si potrebbe legittimamente domandare se “ci fa” o “ci è”. Ma si capisce subito che il Cavaliere è uno che “ci fa” e anche bene. Piuttosto è chi gli va dietro che fa sorgere qualche dubbio sulla propria integrità mentale.

Forse aveva ragione Shakespeare nel dire che un’epoca terribile è quella in cui gli idioti governano i ciechi.

Ladri di Biciclette

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Per chi non lo sapesse (non sarebbe poi una gran tragedia) esiste, in Italia, l’Esercito di Silvio. Imprenditori, politici e persone comuni che sostengono fanaticamente (per usare un eufemismo) il leader del Pdl.

Passati alla cronaca per l’esilarante reazione di fronte alla sentenza del Tribunale di Milano (hanno capito male le parole del Giudice ed hanno brindato con gioia mentre di fatto Berlusconi  veniva condannato),  adesso fanno parlare ancora di sé per l’ultima trovata Salvacavaliere.

Cosa vogliono fare? S’è capito che Napolitano non concederà la Grazia a Berlusconi perciò i soldati (in che altro modo chiamarli?) dell’esercito di Silvio si sono messi in moto ed hanno fatto partire una raccolta firme per la proposta di legge sull’Amnistia legata ai reati commessi dal loro Presidente.

Ma che differenza c’è tra Grazia e Amnistia? Per chiarezza bisogna sapere che la prima viene concessa dal Presidente della Repubblica (Re Giorgio), mentre la seconda viene proclamata dal Parlamento. La Grazia estingue la pena e solo chi beneficia di questa concessione non va in carcere, mentre con l’Amnistia si decide di abolire la valenza del reato: se rubare le biciclette prima è reato, dopo l’Amnistia non lo è più. Va da sé che se ci sono processi o pene in corso tutto decade e se ne esce puliti.

Si fa presto a pensare che una cosa tanto assurda non gli verrà mai concessa, però a conti fatti il Pdl -insieme all’ormai alleato Pd- potrebbe arrivare comodamente alla maggioranza per far passare la proposta di legge. Ed è tutto legale dato che l’Amnistia è prevista dall’Art. 79 della Costituzione.

Ma il punto è che Berlusconi non ha rubato biciclette. Il suo reato è un tantino più grave, si chiama frode fiscale ed è preoccupante pensare che possa cessare di essere un reato, specie in Italia, dove l’evasione è tra le più alte in Europa.

Insomma, gira che ti rigira siamo sempre al punto di partenza. Ci si ritrova per l’ennesima volta a far gravitare il Paese intorno agli interessi di un ormai decaduto personaggio, talmente decaduto che già si parla di eventuali film documentario sulla sua vita. Il titolo? “Ladri di biciclette 2”.

Pulizie di fine luglio

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Domani potrebbe essere uno di quei momenti che ritroveremo negli anni a seguire sui libri di scuola. Silvio Berlusconi condannato. Definitivamente.

Le conseguenze di una tale sentenza -che si riferisce al caso Mediaset– porterebbero molti parlamentari del Pdl a dimettersi. Almeno così dicono (minacciano). La cosa sembra preoccupare tutti: il Governo potrebbe cadere, l’Italia potrebbe avere forti ripercussioni economiche, bla bla bla.

Perché non farla più semplice? Se Berlusconi verrà condannato e se molti decideranno di seguire la sua sortita dalla scena politica sarà solo un bene.

Crollerà il governo? Pazienza, ci siamo abituati. Ma perlomeno quando se ne costituirà un altro ci sarà meno erba cattiva a contaminare il campo della politica italiana (passatemi il linguaggio grillesco!) e al massimo da dopodomani si comincerà a notare un’insolita pulizia. Tranquilli, piano piano ci si abitua.