La coppia d’oro

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Non ce n’è per Bersani. Renzi stasera ha vinto il dibattito, come direbbero gli americani. Ha dato più risposte, l’ha fatto con concisione, coerenza e apparente onestà. Non che Bersani non l’abbia fatto, ma i suoi interventi sono stati spesso flaccidi e privi di contenuto: “vedremo un po’, faremo un po’, metteremo un po’…”. Non si può andare in guerra -ammesso che Bersani voglia gli oneri del bottino- con un po’ di pistole, un po’ di uomini, un po’ di viveri. Renzi stasera ha dimostrato di avere le idee più chiare: sulle alleanze dice no all’UDC, mentre Bersani è ancora indeciso; sui tagli alla politica vuole l’abolizione del finanziamento ai partiti, Bersani si aggira invece sul vago e cade sulla questione degli F35: “Direi a ad Obama…Oh vediamo che dobbiamo fare co’sti effetrentacinque qua!”. Al che Renzi gli risponde: “Siamo liberi di scegliere di non comprarli, siamo uno Stato indipendente!”.
Ad ogni modo anche Bersani ha detto delle cose belle convincendo. Il segretario ha parlato di scuola, dicendo che il suo governo vorrebbe “sistemare” il mondo dell’istruzione una volta per tutte, dando dignità agli insegnanti. La stessa dignità che affiderebbe -con la cittadinanza di diritto- ai nati in Italia da genitori stranieri.
La sensazione è di una non eccessiva distanza tra i due. Sono una coppia d’oro. Concertano su quasi tutto tranne che sul tema delle alleanze con gli altri partiti. Il fatto è che esprimono le idee in maniera talmente diversa che sembrano dire cose divergenti. Questo senz’altro favorisce chi comunica meglio, ossia Matteo Renzi. Ma attenzione alle apparenze.
Bersani ha la leggera melanconia del politico di vecchia scuola. Di quello che parla meno perché conosce gli scherzetti dietro alla politica. Quelli di cui si troverebbe vittima se vincesse. Renzi è diretto sicuro e simpatico quando serve, sguardo accattivante, giovane e stile americano, camicia bianca e cravatta che grida serietà, ma senza giacca, fresco e pimpante, in più pare avere delle idee! Stasera molti sostenitori di Bersani, pensando all’avversario, avranno sentito in fondo in fondo una vocina che diceva: “oh ragassi…ma è forte questo qua!”. 
Rimane quindi un dilemma a fine serata: È meglio affidarsi all’esperienza di Bersani? Oppure prendere (Adesso!) il treno di Renzi e mandare a quel paese tante facce di babbioni in andropausa? Fosse oro tutto ciò che luccica sceglierei la seconda!

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La ciliegina avvelenata

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Ci mancava solo questa. Dopo le illazioni di Elsa Fornero dilazionate in un anno intero di governo tecnico, c’ha pensato il Presidente Mario Monti ad apporre la ciliegina sulla cima della torta.

“Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento”. Così ha detto Monti durante un video collegamento con l’ inaugurazione di un centro biomedico.

Come a dire, lo Stato da solo non ce la fa, affidiamoci ai privati. Le polemiche non si sono fatte attendere e malgrado le rassicurazioni arrivate da Palazzo Chigi le intenzioni del governo tecnico sono chiare. Quali sarebbero queste fonti di finanziamento alternativo? Nessuno lo dice.

Fino a quando bisognerà sopportare tutto questo? Insomma, in Italia si passa su ogni cosa e si è talmente pazienti e fiduciosi da pagare un partito per eleggerne il capo. Senza contare che nello stesso partito i soldi che c’erano se li sono intascati personaggi come Lusi o Penati. Questa politica pesa sulle teste tricolori, tanto quanto è pesato quel macigno sorretto per  vent’anni a causa di Berlusconi.

Una volta Montanelli, a proposito della pericolosità del cavaliere disse: “Non ho paura di Berlusconi in sé, ma di Berlusconi in me”. Allo stesso modo oggi, non ho paura di chi fa politica, ma di chi ancora sopporta in silenzio questa misera fetta di torta, dalla ciliegina avvelenata.

“Ballottaggio” è fiorentino

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Le Primarie hanno fatto fuori i tre outsider. Vendola, Tabacci, Puppato. Rimangono Renzi e Bersani al ballottaggio. Ora il ragazzo di Firenze, può davvero fare le scarpe a tutti. Ha solamente 9 punti di scarto da Bersani e si sa che il ballottaggio è peggio dei calci di rigore. Quindi può succedere di tutto.

Bersani dalla sua ha il vantaggio di essere il padre del Partito e di avere più credibilità, datagli dalla vita politica di Presidente di Regione e di Ministro; Renzi dalla sua parte ha invece il carisma di stile berlusconiano e la sua discesa in campo in un momento in cui tutti chiedono una svolta.

Come saranno i risultati di queste primarie? Bisogna aspettare il ballottaggio. Ma -ironia della sorte- la parola deriva dal fiorentino- come Matteo Renzi che, se vincesse, sancirebbe la definitiva scomparsa della sinistra italiana.

Ed, “First gentleman” per Vendola

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Il compagno di Nichi Vendola ha rilasciato una video intervista proprio l’ultimo giorno di campagna elettorale. “Vendola non è abbastanza forte da sostenersi da solo?” -Si sono detti in molti- e ancora: “Cosa c’entrava Ed?”.
Per chi non lo sapesse (io non lo sapevo) così si chiama il compagno del governatore pugliese. È un ragazzo pulito -persino più di Vendola- e nelle sue parole c’è la stessa franchezza di chi parla col cuore in mano. Personalmente credo che il suo intervento sia stato più che giusto. Insomma, chi può descrivere una persona meglio del proprio compagno?
Michelle Obama non influenza per caso gli elettori a stelle e strisce? Non per questo l’immagine del Presidente USA viene sminuita dal suo sostegno.
D’accordo, Ed non avrà il carisma e il fascino della First Lady d’oltreoceano, ma è un buon inizio il suo.
Forza Nichi! E forza Ed!

Rosy Bindi smette di suonare

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Rosy Bindi vuole rimanere ancora nel PD nonostante molti (i renziani) la ritengano un “disco rotto”. Si sa che la signora Bindi sostiene Bersani. Ma se dovesse vincere Vendola? Come si concilia una fervente cattolica con un omosessuale dichiarato che lotta per i diritti che in un paese civile gli spetterebbero?

Un tempo suora Rosy dichiarava: “Ho avuto paura con i DICO di dannarmi l’anima”. E chissà se  quest’anima pia potrà entrare in paradiso, dopo che in passato appoggiò quel disegno di legge del Governo Prodi che dava giusto qualche diritto in più alle coppie di fatto.

Ora però le elezioni sono vicine e dell’anima non si cura più nessuno, nemmeno la Bindi che ha affermato: “Sono d’accordo con la proposta di Bersani per le unioni civili gay sul modello tedesco“.

Insomma chi ci capisce è bravo! Ma stavolta ha ragione Renzi. Rosy Bindi è un disco rotto e non suona più.

Adesso! Cribbio!

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Per chi non lo sapesse, andare a votare alle Primarie costerà 2 euro.

Nico Stumpo -coordinatore per le votazioni del PD- ha detto che “contribuire e sostenere la propria coalizione  è un atto che, come accaduto anche in passato, il popolo del centrosinistra ha sempre fatto di buon grado”. Fesso (il popolo)!

Fossi stato il coordinatore delle Primarie avrei fatto in modo che le spese dell’organizzazione le pagasse un certo signore di nome Luigi Lusi, che di soldi al partito ne ha sottratti tanti.

Ma poi, non si potevano evitare questi due euro? In un mondo ideale, date le circostanze, sono gli elettori che avrebbero dovuto chiedere il rimborso al partito. Ma del resto, in quel caso una spicciolata non sarebbe bastata.

Matteo Renzi aveva detto la stessa cosa: “Non so a cosa servano questi due euro. E non ne sapevo niente. “Senza polemiche con Renzi” – ha risposto Stumpo- “ma per precisione, tutto ciò è stato deciso insieme e consapevolmente“. 

Renzi mentre discutevano della cosa era da un’altra parte? Oppure fa lo gnorri per prendere qualche voto in più? Io non mi fido, anche perché mi ricorda i modi di fare di quell’altro signore che con innocenza disse una volta: “pensavo fosse la nipote di Mubarak”.

Vendola allenerà l’Italia

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Le Primarie? Le vincerà Nichi Vendola. Almeno è così che la pensa il Governatore della Puglia,che promette sorprese per tutti. Effettivamente sarebbe una sorpresa vederlo vittorioso in un Paese  tanto legato ai valori ( predicati e non praticati) della Democrazia Cristiana, la quale, anche se formalmente non c’è più , è ancora presente in ogni colore della politica odierna (PD compreso).

Lo stesso Tabacci, altro candidato a Premier del PD è legato ad un passato democristiano e la medesima cosa vale anche per “il giovane” Matteo Renzi, è bene saperlo.

Non che essere stati democristiani debba essere una colpa, ma si dovrebbe pensare alla cosa come ad un campionato di calcio. In questo caso la nostra squadra è l’Italia che da  anni non vince niente: si era provato lo schema DC con Andreotti in porta e Craxi prima punta, ma tutto si concluse con un lancio di monetine in campo. Poi è stata la volta del modulo B zona, con la coppia Bossi- Fini in attacco e Berlusconi regista a far girare la(/e) palla(/e). Ci sono state negli anni piccole sostituzioni di schema, come quella di un certo  Prodi, che hanno spostato il gioco sulla fascia sinistra. Ma non è bastato…gli scudetti sono stati sequestrati perché fu mossa un’accusa pesante: “Berlusconi tu Ruby”.

Si deve svoltare. Si deve cambiare tattica, o meglio chi le tattiche le fa, ovvero gli allenatori. 

Ecco, credo che Vendola sia il miglior allenatore in circolazione e vorrei che facesse vincere la mia Italia.

 

Esempio di ragazzo Choosy

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“Mio padre mi ha abbandonato quando avevo sei mesi, non l’ho nemmeno conosciuto, mentre mia madre vive con un uomo e per lei io non ci sono più. Per questo dico a tutti che i miei genitori sono morti”.

Raramente capita di sentire tante esperienze di vita vissute da una persona sola. È il caso di E. che da qualche mese è costretto a vivere rintanato in una casa abusiva perché nullatenente. La forza gli rimane, quella non gliela leva nessuno, anche se a ventiquattro anni porta già i supplizi di un’esistenza dura. Ora però cerca di tirare fuori le cose un po’ alla volta affinché qualcuno possa ascoltare il suo grido nel silenzio.

A tredici anni -come se già la mancanza di un padre non comportasse sofferenza- il fato è tornato a colpirlo: “Ero fidanzato con una ragazza tedesca, vivevo ancora a Terracina, dove sono nato. Una sera- si sa come vanno queste cose- avevamo discusso animatamente, a tal punto che lei decise di andarsene via e farsi venire a prendere da suo fratello. Fu una brutta serata. La mattina seguente, mentre facevo colazione scoprii che avevano fatto un incidente lungo la via del ritorno ed erano entrambi morti giù in un burrone, sulla strada che porta al monte Anxur. Non ci volevo credere; presi così una moto (un 125 nemmeno immatricolata) e corsi parecchio. Mi finì male perché caddi a terra ed entrai per tre giorni in coma. Poi due anni di riabilitazione e tutto quello che ne consegue”.

Il peggio però ancora doveva venire per E..

All’età di 16 anni sua madre decise di lasciare il figlio per andare a vivere con un uomo. Il compito di badare al ragazzo fu affidato alla nonna, la quale fino alla sua morte l’ha tirato su. Poi di nuovo la solitudine, aggravata dal fatto che gli altri due fratelli si sono fatti la loro vita, ognuno a casa delle proprie fidanzate. “Loro non possono badare a me”- dice- “magari mi ospitano ma non sono a casa loro e poi l’ospite è come il pesce e dopo qualche giorno puzza”.

Nonostante queste difficoltà, una ragazza gli stava cambiando le carte: “tre anni fa ho conosciuto questa tipa su Badoo. Mi prese da subito e ci fidanzammo. Le volevo e le voglio ancora bene, tant’ è che decisi di venire qui dove vive lei e trovarmi un lavoretto. Sono diplomato all’alberghiero come capo cameriere e trovai spazio in un bar. Poi qualche discussione con il capo mi ha allontanato dal lavoro e allora andai a fare il manovale per una ditta edile, ma anche lì poi finì”.

Con qualche risparmio messo da parte si pagava l’affitto, fino a quando i 20 euro al giorno, guadagnati facendo il lavapiatti, non bastavano più. Perciò E. trovò ospitalità a casa della sua ragazza. “Mi dicevano i suoi che dovevo pensare un po’ più a me invece di spendere i miei soldi in regali. Ma io sono così, se voglio bene ad una persona le do tutto me stesso”.

Da due mesi la storia con la sua ragazza è finita.

Lei lo ha cacciato di casa in seguito a discussioni piuttosto accese, dovute a quanto pare al fatto che il ragazzo non sia riuscito a prendere la patente. Adesso vive in un appartamento abbandonato senza corrente, né gas, né acqua. Grazie ai suoi amici che gli portano da mangiare riesce a sopravvivere, ma ha bisogno di qualcosa di più.

Il suo è un appello composto, senza esagerazioni e scene melodrammatiche. Il ragazzo giura che non ha niente da perdere e tutto da guadagnare. Non ha grandi sogni nel cassetto, ma –dice: “Vorrei un lavoro per la mia autonomia, per una mia felicità. Non chiedo tanto credo”.

La testimonianza di E. è un urlo silenzioso che è difficile ignorare quando si pensa a tutto quello che la vita gli ha tolto e quando gli si sente dire: “Spero che stavolta qualcuno faccia qualcosa per me”.

Manganelli Vs cucchiaio di legno

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Oggi è stata una brutta giornata.

Non solo per chi è sceso in piazza a manifestare unitamente con i sindacati di tutta Europa, ma anche per chi in futuro non vorrà più andarci in quelle piazze per paura di essere sfregiato in volto. Non so cosa si possa provare in quei momenti, in mezzo alla folla,ma pensare ad una manganellata in faccia…  il solo pensiero fa male!

Mia madre da piccolo mi menava a suon di cucchiai di legno, e ricordo che io ridevo perché non mi faceva affatto male. Ma se penso a come sarebbe stata una mazzata di cucchiaio in faccia, realizzo che quella risatina sarebbe scomparsa in un baleno. E poi che c’entra, quella era mia madre, la sua arma era uno strumento per girare la salsa e il suo affetto  frenava qualsiasi violenza.

La Polizia oggi invece ha menato forte, ha caricato i giovani e gli studenti di ogni città manifestante. 

Chiaramente quella di fare la voce grossa è sempre la via più facile nonché quella dei più deboli. E lo Stato in questo momento è molto debole dato che ha ordinato di andarci giù pesante. Un ordine che è venuto dall’alto, dal Capo della Polizia? Aspetta come si chiama…ah sì, Manganelli.

Di chi è l’X Factor?

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Grande lezione di democrazia?

Forse. Certamente un bel vedere, il dibattito di ieri sulle primarie tra i 5 candidati del PD, tenutosi nello studio di X Factor. Se questa era una presentazione della sinistra italiana è andata alla grande. Lo studio di Sky poi, creava un’atmosfera simile a qualcosa di solenne e figo al tempo stesso. Bersani stamane cinguettava: “Dai che siamo forti!”. E come dargli torto? Come avversari, i candidati premier del PD, sono stati fin troppo ligi ai tempi stabiliti e alle dichiarazioni altrui, tanto da meritarsi gli elogi della maggioranza dei giornali. Tabacci il meno convincente, “non mi arrivi” – direbbe Morgan di XFactor- ma quantomeno è più realista del brillante e giovane Matteo Renzi che dice: “per governare ci vogliono solo 10 persone”. Troppo poche secondo l’ex democristiano. La Puppato -secondo alcuni- avrebbe perso l’occasione di dimostrare di non essere una outsider. Mara Maionchi le avrebbe detto: “non ci metti grinta, per me è un no!”.

Bene (dicono) Renzi, Bersani e Vendola, anche se uno è troppo giovane, l’altro è troppo vecchio, e l’altro ancora parla troppo al vento.

Per fare un esempio, per la domanda: “che promesse farebbe a un giovane”, Vendola ha sprecato più di metà del suo tempo per parlare di ribellioni e rivoluzioni, senza fare vere promesse. Ma gli altri non vanno tanto meglio e preferiscono non prometter niente ai giovani…data la crisi. Saranno andati anche bene sotto il profilo della comunicazione, ma siamo sicuri che i “fantastici 5” (così si sono auto-celebrati sul sito del Pd) abbiano progetti davvero concreti?
Mimosa Martini, del Tg5, commentava ieri su Facebook: ” ci sono tutti: la donna, il cattolico, il giovane, il buonsenso popolare e il poeta”.
È vero, ma, tra tutti chi ce l’ha l’x Factor?