Un ponte in più. Se è la gente che fa il Paese. Il Paese sta meglio.

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“Immagini di avere 300 euro di spesa con cui lo Stato compra due ponti uguali. Il problema è che un ponte costa 100 e l’altro, uguale, 200 (per corruzione o incompetenza di chi fa la gara d’appalto). Quei 100 euro in più sono uno spreco. Se lo taglia, spendendo 200, l’economia ed il Paese non stanno peggio, sempre 2 ponti hanno. Ora la questione chiave è: che ci fa col “risparmio” di 100? Ci compra un terzo ponte. Ora sì che la gente sta meglio” (Leggi tutto l’articolo qui).

Poche volte si sentono lezioni di economia in termini tanto semplici. Fossero tutte così chiare, anche i profani capirebbero qualcosa in più. 

Gustavo Piga –Professore di Economia a Tor Vergata- oltre a dare illuminanti spiegazioni sulla sfera economica è promotore di un movimento che sembra davvero interessante e che da qui ai prossimi anni faremmo bene a tener d’occhio.“I Viaggiatori in Movimento”, questo il nome (e questo il sito).

“Siamo un insieme di persone desiderose di mettere a disposizione di tutti le proprie competenze per raccogliere, dibattere ed elaborare idee che vogliamo diventino proposte fattibili in grado di rendere sempre migliore il paese in cui viviamo”, così si definisce questo movimento. Un movimento che non ha nulla a che fare con quello a cinque stelle di Beppe Grillo, anche se va a braccetto con internet e i benefici che la rete stessa riesce a dare ai giovani, per i quali “I Viaggiatori” si (pre)occupano. Ma lo sguardo è rivolto anche a chi è senza lavoro, alla giustizia e all’Europa, ma soprattutto all’Italia. Colpisce -forse più di ogni altra cosa- lo spirito  propositivo dei “Viaggiatori in Movimento”. Siamo abituati a vedere rappresentanti delle istituzioni e le istituzioni stesse azzannarsi e denigrarsi a vicenda per far finta di governare un Paese. Il Paese forse più bello al mondo. “I Viaggiatori in Movimento” sembra essere invece un esempio di come ognuno può dire la sua e fare la propria proposta per vedere qualcosa di migliore… “un ponte per chi ha voglia di cambiare l’Italia”, così dicono

 

Manganelli Vs cucchiaio di legno

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Oggi è stata una brutta giornata.

Non solo per chi è sceso in piazza a manifestare unitamente con i sindacati di tutta Europa, ma anche per chi in futuro non vorrà più andarci in quelle piazze per paura di essere sfregiato in volto. Non so cosa si possa provare in quei momenti, in mezzo alla folla,ma pensare ad una manganellata in faccia…  il solo pensiero fa male!

Mia madre da piccolo mi menava a suon di cucchiai di legno, e ricordo che io ridevo perché non mi faceva affatto male. Ma se penso a come sarebbe stata una mazzata di cucchiaio in faccia, realizzo che quella risatina sarebbe scomparsa in un baleno. E poi che c’entra, quella era mia madre, la sua arma era uno strumento per girare la salsa e il suo affetto  frenava qualsiasi violenza.

La Polizia oggi invece ha menato forte, ha caricato i giovani e gli studenti di ogni città manifestante. 

Chiaramente quella di fare la voce grossa è sempre la via più facile nonché quella dei più deboli. E lo Stato in questo momento è molto debole dato che ha ordinato di andarci giù pesante. Un ordine che è venuto dall’alto, dal Capo della Polizia? Aspetta come si chiama…ah sì, Manganelli.