A pensar male (non) si fa peccato

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Calo d’affluenza clamoroso per le amministrative. Disaffezione alla politica? Voto di protesta? Macché. È un problema di democrazia. L’elettore italiano ha visto la formazione –per mano di Napolitano- di un governo tecnico prima e di un governassimo poi, senza che il proprio voto (espresso democraticamente) abbia potuto determinare qualcosa di rilevante. Allora perché meravigliarsi?

Certo, per le amministrative si utilizza una legge elettorale diversa da quella nazionale che riesce (in maniera quantomeno sufficiente) a garantire l’espressione della volontà cittadina (o almeno così la pensano gli esperti).

Purtroppo però la percezione delle persone non riesce sempre a comprendere la differenza tra ciò che è nazionale e ciò che è locale, da ciò che è bene e ciò che è male.  Vince sempre il detto : “So’ tutti uguali”. E a  pensar male –oltre che a fare peccato- finiscono per danneggiare sé stessi.

 A pensar male però, lo diceva anche Andreotti- si fa peccato, è vero, ma spesso ci si azzecca”.

 

Elsa hai ragione, ma i contenuti sono i contenuti

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La Fornero ieri ha richiamato i giornalisti. “Ti scappa una parola e diventa titolo”. Ha ragione, è vero, anche Il corsivista aveva scritto l’articolo  sulla questione dei giovani Choosy. Negli ultimi mesi –sarà colpa della modifica all’articolo 18- il Ministro Fornero è divenuto un facile bersaglio. Come a dire: ci fai penare? e noi te la facciamo pagare. Ma in uno stato in piena crisi, col sedere per terra, punzecchiare la Fornero è come parlare di aria fritta, è un atteggiamento che non porta a niente. Credo che non la si possa biasimare quando si sente infastidita e pressata dai cronisti pronti ad appuntare ogni sua imperfetta dichiarazione.

Il Ministro però si ricordi dei contenuti di ciò che dice. Se le “scappa” un Choosy di troppo vuol dire che la sua figura non è molto compatibile con la carica che ricopre, il che -per come vanno le cose oggi- non è il massimo che un italiano possa augurarsi.

Nel bene e nel male Elsa Fornero sarà comunque ricordata a fine legislatura come uno dei Ministri più popolari. Di grande impatto fu quella lacrima in conferenza stampa, mentre annunciava “sacrifici” agli italiani.  Al di là delle discutibili competenze dei ministri però, le cose sono andate così. Ci è stato appioppato questo governo tecnico per colpa della politica che noi abbiamo scelto, ed ora ce lo dobbiamo tenere (salvo colpi di stato).

Questo governo fa male, ma è come la bicicletta che abbiamo tanto voluto: ora ci tocca pedalare. E guai ad essere Choosy.