La divina politica

Immagine

Giulio Andreotti è passato a miglior vita, anche se -nel suo caso- è difficile immaginarne di più fortunate. E con lui -dicono tutti- se ne va definitivamente la vecchia Prima Repubblica. Nella realtà dei fatti rimane solo tanta retorica perché la scomparsa di Belzebù -sconvolgente ma comunque prevedibile data l’età- non cambia proprio niente. Andreotti era  da tempo passato già nel suo presente.

Il fatto è che parlare delle fasi della Repubblica Italiana fa sempre un certo effetto ed i giornalisti ci vanno a nozze. Si scazzotta per posizionare storicamente le tappe che hanno segnato il nostro passato. A me piace pensare invece ad parallelismo (forse troppo aulico data la materia in questione. la politica per l’appunto). In una allegorica visione della res pubblica si potrebbe ottimisticamente immaginare che la situazione italiana sia un po’ come la Divina Commedia. La Prima Repubblica (con tutti i suoi vizi e le sue poche virtù) come l’inferno. La Seconda (durata uno sporco ventennio) come il purgatorio dal quale si è fatta molta fatica ad uscire. E la Terza, quella che si sta plasmando via via in questi mesi  -tra larghe intese e il parlamento invaso dai grillini- come un Paradiso atteso da tutti.

Ce lo vedo Dante concludere: ” L’amor che muove il sole e i 5 stelle”.

Buon Lavoro a tutti

Immagine

C’è voluto un po’, ma alla fine è arrivato. Fiducia ottenuta, sia al senato che alla camera. Adesso al governo Letta non rimane che (far) lavorare. Con tutti i dubbi del caso sul funzionamento di un esecutivo di larghe intese rimane– almeno per una volta- quello spirito di ottimismo tipico di chi –come noi italiani- può solo chiedere più di quanto è stato fatto negli ultimi venti anni.

C’è bisogno di lavoro prima di tutto. Al di là delle retoriche sindacali che proprio oggi riempiono le piazze, il Paese ha un reale bisogno di respirare. Bisogna cominciare a responsabilizzare i giovani, i quali alla soglia dei trent’anni ( e anche oltre) rimangono  vittime – sotto l’ala dei genitori- dei sensi di colpa dovuti al fatto che anche i loro stessi genitori hanno il diritto di godere dei propri guadagni invece di consegnarli alla prole.

C’è bisogno di lavoro prima di tutto. Al di là del populismo fin a sé stesso dei penta stellati – che alimentano solo un clima di odio-i giovani in Italia, hanno la necessità vera ed urgente di avere una vita, perché se è vero che non hanno futuro, è vero anche che non hanno presente. Il tempo passa, e gli anni più belli si consumano a fare sacrifici: o sui libri, o sulle scrivanie da stagisti non retribuiti.

Il Governo ha una responsabilità enorme. Auguri, e buon lavoro a tutti.

Firmato, Un ottimista.