Aboliamo il Governo

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Ci aveva già provato Mario Monti- l'(ex) eroe della patria- a creare un bel tesoretto col taglio delle province. In Sicilia adesso è la volta di Crocetta, il Governatore che da ottobre dell’anno scorso porta avanti l’Isola impugnando con una mano la bandiera del Pd e stringendo con l’altra un buon rapporto col movimento 5 stelle. Un rapporto che ha portato ad una decisione ben più radicale di quella precedentemente annunciata dal governo tecnico uscente. Infatti tutte le province siciliane saranno abolite (non solo accorpate quindi), per un risparmio di circa 50 milioni di euro l’anno. Non male come risparmio. Ma che le cose tra il Pd ed i grillini possano riprodursi anche su scala nazionale è un’ipotesi che appare improbabile. Bersani non è Crocetta: mentre quest’ultimo ad ottobre aveva fatto pesare la sua vittoria in Regione, il leader del Pd sembra soffrire troppo di una maggioranza assoluta non raggiunta e conduce gli avversari a rubargli il posto anziché accordargli voti di fiducia. Ma la convivenza tra Pd e Grillo sembra impossibile anche perché lo stesso comico genovese, rispetto ai propri colleghi siciliani, pare non voler arrivare ad una soluzione di buona governabilità del Paese.

In realtà una soluzione a tutto questo c’è: aboliamo il Governo e andiamo avanti con le regioni, altro che risparmio!

In the jungle

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Si sono visti accoppiamenti strani in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Assemblaggi animaleschi che nemmeno i più bravi dei Piero Angela riuscirebbero a spiegare. Si parta dall’alleanza tra Berlusconi e la Lega: fino a poco tempo fa quest’ultima aveva dichiarato che non avrebbe mai più voluto avere che fare con il Cavaliere, ma poi -miracolo-si è trovato l’accordo. Evidentemente non si era considerato che un anelito di potere può rinsaldare qualsiasi tipo di scissione. Rimane solo un interrogativo: dov’è la Lega? E dov’è Alfano che dovrebbe – eventualmente- ricoprire la carica di Presidente del Consiglio?
Monti si è alleato invece con Casini e Fini. Quest’unione-che di per sé non stride-risulta quantomeno curiosa, soprattutto se si pensa che qualora dovesse vincere il PD l’ attuale premier lascerà la sua coalizione “moderata” per entrare a far parte del governo di centrosinistra.
L’IDV si aggancia alla Rivoluzione civile dell’ex magistrato Ingroia, anche se la filosofia politica molto a sinistra di quest’ultimo e l’animo da sceriffo smargiasso di Antonione Di Pietro , sembrano fare a cazzotti. Ma poco importa, d’altronde se è già capito che questa lista è nata solo per disperdere voti.
Non è difficile proseguire con gli esempi di strane alleanze. Tralasciando le elezioni politiche, si prendano quelle regionali. Nel Lazio c’è Storace che tutto un tratto sembra essere innamorato del pensiero radicale di Marco Pannella. Solo il sarcasmo di Dario Vergassola ha potuto incorniciare questo sodalizio: “Storace, cosa farete? Di tutta l’erba un fascio?”.
Ma tra gli accordi più improbabili, c’è senz’altro quello di un personaggio che è passato alla storia per altre vicende di cronaca. La persona in questione è Luciano Moggi fino a stasera tra le schiere dei Riformisti di Stefania Craxi. Una candidatura che per fortuna è stata disdetta proprio dall’ex dirigente della Juventus, che ha deciso di affrontare il processo denominato “Calciopoli” in cui è ancora coinvolto. Un gesto doveroso, davanti al quale in un paese civile non bisognerebbe sorprendersi. A sorprendere semmai dovrebbe essere la decisione del Tribunale di Milano di sospendere- per un legittimo impedimento illegittimo-i processi che vedono coinvolti Silvio Berlusconi.

Lì fuori è un brutto mondo, una vera giungla!