Menomale che Silvio (non) c’è!

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Gli elementi ci sono tutti: la crisi economica, due grandi potenze l’una contro l’altra e le armi pronte. Ma questa che sta per iniziare sarà davvero la terza guerra mondiale?

Tutto può essere. Ma una vicenda di qualche anno fa rende tutto più misterioso.

Il 2 novembre del 2000 è apparso sul web John Titor, un sedicente crononauta che ha affermato dal suo blog di provenire dall’anno 2036. Tornato indietro per recuperare un vecchio computer dell’IBM, Titor ha lasciato traccia di alcune sue dichiarazioni. Oltre ad affermare che in Iraq non sarebbero state trovate armi chimiche ma che una guerra sarebbe comunque stata combattuta, il viaggiatore del tempo ha parlato di una terza guerra mondiale, che avrebbe coinvolto L’America e la Russia.

Bufale a parte (quella di Titor è una vera e propria mistificazione senza fondamento), c’è seriamente il rischio che un evento del genere possa verificarsi. Diversi capi di Stato, come quelli di Turchia, Canada, Arabia Saudita e Francia sono pronti a seguire l’iniziativa bellica di Obama. Quest’ultima -che da quanto affermato è mossa dal senso di dovere che gli Usa hanno nei confronti del mondo- sarà contrastata da Putin e il suo esercito. Il presidente russo ha infatti detto che sarà accanto alla Siria in caso di attacco americano. 

In tutto questo c’è una nota positiva. Berlusconi -malgrado i suoi tentativi di rientro in campo- non sarà protagonista decisionale di un eventuale intervento italiano accanto al potente di turno.

E vi pare poco? Immaginiamolo lì in piazza Venezia: “Italiani!”.

Ed, “First gentleman” per Vendola

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Il compagno di Nichi Vendola ha rilasciato una video intervista proprio l’ultimo giorno di campagna elettorale. “Vendola non è abbastanza forte da sostenersi da solo?” -Si sono detti in molti- e ancora: “Cosa c’entrava Ed?”.
Per chi non lo sapesse (io non lo sapevo) così si chiama il compagno del governatore pugliese. È un ragazzo pulito -persino più di Vendola- e nelle sue parole c’è la stessa franchezza di chi parla col cuore in mano. Personalmente credo che il suo intervento sia stato più che giusto. Insomma, chi può descrivere una persona meglio del proprio compagno?
Michelle Obama non influenza per caso gli elettori a stelle e strisce? Non per questo l’immagine del Presidente USA viene sminuita dal suo sostegno.
D’accordo, Ed non avrà il carisma e il fascino della First Lady d’oltreoceano, ma è un buon inizio il suo.
Forza Nichi! E forza Ed!

Yes, again!

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“Four more years!”  Vince Obama le elezioni 2012. Da italiano e da sognatore non avrei potuto immaginare culmine diverso dato l’avversario.  Romney sembra uno di quei personaggi che vengono doppiati malamente in film demenziali come American Pie e simili.  Eppure la lotta è stata dura. Infatti, secondo la Cnn il 51% del voto popolare è andato a Romney e il 48% ad Obama. Ci ha pensato il voto dei Grandi Elettori a fare peso sulla bilancia a favore di Obama.

Chiaramente negli USA si vota in maniera diversa dalla nostra e, se noi italiani ci lamentiamo del Porcellum, le cose oltreoceano non è che vadano meglio. Detto questo è evidente che il messaggio degli elettori è arrivato forte e chiaro.

Il tempo dei sogni e degli slogan è finito e bisogna passare ai fatti. Obama aveva chiesto “four more years” per “finire il lavoro” e il contratto gli è stato rinnovato. Ma adesso, il suo fortunato “Yes we can”,  deve diventare necessariamente “Yes we can do”. Da “sì, possiamo” a “sì, possiamo fare”.

God bless you Obama, God bless United States of America.