Adesso (?)

 

Insomma, alla fine ce l’ha fatta. Renzi è divenuto il nuovo segretario del Partito Democratico. Tra non molto diventerà premier e questo noi (elettori) lo sappiamo. Ma lo sa bene anche lui, che -consapevole del suo consenso- non vuole mettere fretta a nessuno e dice: “sosterremo ancora il governo Letta”.

Di tutto si può dire su Matteo Renzi tranne che non sappia aspettare. Stava lì dietro l’angolo da tempo, in disparte a commentare gli errori di altri con la veste da moralizzatore della politica e alla fine te lo vedi spuntare al posto giusto e sempre con le parole giuste.

Di parole giuste se ne dicono tante (in politica poi..) ma adesso il sindaco di Firenze dovrà dimostrare di saper fare davvero qualcosa. I presupposti ci sono tutti. Anche se non è lo stinco di santo che vuole far credere (ha una condanna in primo grado per danno erariale ed ha prosciugato molti soldi della Proivincia di Firenze per spese discutibili) potrebbe essere lui la persona adatta a guidare il Paese.

Lo è per il semplice fatto di avere buone idee e di godere di un largo appoggio elettorale: da una parte la sinistra che voterà sempre e comunque per il Pd e dall’altra i delusi della destra, che vedono in lui il nuovo Berlusconi (questi senza un riferimento che riecheggi il volto o il nome del Cavaliere non ci vanno nemmeno a votare).

Renzi potrebbe essere  la risposta alla generazione di quarantenni piagnucoloni che hanno contribuito a rendere il Paese peggiore, o la risposta alla sinistra radical chic che si riempie la bocca con filosofi e le mani di aria fritta.

Ma quello che dovrebbe essere realmente Renzi ora, è la risposta a questo ventennio (e forse di più) di fanta politica. Adesso -come recitava il suo slogan- è tempo di fare.

Ladri di Biciclette

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Per chi non lo sapesse (non sarebbe poi una gran tragedia) esiste, in Italia, l’Esercito di Silvio. Imprenditori, politici e persone comuni che sostengono fanaticamente (per usare un eufemismo) il leader del Pdl.

Passati alla cronaca per l’esilarante reazione di fronte alla sentenza del Tribunale di Milano (hanno capito male le parole del Giudice ed hanno brindato con gioia mentre di fatto Berlusconi  veniva condannato),  adesso fanno parlare ancora di sé per l’ultima trovata Salvacavaliere.

Cosa vogliono fare? S’è capito che Napolitano non concederà la Grazia a Berlusconi perciò i soldati (in che altro modo chiamarli?) dell’esercito di Silvio si sono messi in moto ed hanno fatto partire una raccolta firme per la proposta di legge sull’Amnistia legata ai reati commessi dal loro Presidente.

Ma che differenza c’è tra Grazia e Amnistia? Per chiarezza bisogna sapere che la prima viene concessa dal Presidente della Repubblica (Re Giorgio), mentre la seconda viene proclamata dal Parlamento. La Grazia estingue la pena e solo chi beneficia di questa concessione non va in carcere, mentre con l’Amnistia si decide di abolire la valenza del reato: se rubare le biciclette prima è reato, dopo l’Amnistia non lo è più. Va da sé che se ci sono processi o pene in corso tutto decade e se ne esce puliti.

Si fa presto a pensare che una cosa tanto assurda non gli verrà mai concessa, però a conti fatti il Pdl -insieme all’ormai alleato Pd- potrebbe arrivare comodamente alla maggioranza per far passare la proposta di legge. Ed è tutto legale dato che l’Amnistia è prevista dall’Art. 79 della Costituzione.

Ma il punto è che Berlusconi non ha rubato biciclette. Il suo reato è un tantino più grave, si chiama frode fiscale ed è preoccupante pensare che possa cessare di essere un reato, specie in Italia, dove l’evasione è tra le più alte in Europa.

Insomma, gira che ti rigira siamo sempre al punto di partenza. Ci si ritrova per l’ennesima volta a far gravitare il Paese intorno agli interessi di un ormai decaduto personaggio, talmente decaduto che già si parla di eventuali film documentario sulla sua vita. Il titolo? “Ladri di biciclette 2”.