Vaffa ai soldi

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I soldi non fanno la felicità, ma fanno gola a tutti. Sono causa di guerre, divorzi, incomprensioni e inimicizie. Per non parlare del ruolo che hanno nella politica (specie quella italiana). Il Movimento 5 stelle, a proposito di denaro è ora messo a dura prova. Beppe Grillo ha annunciato che i nomi di chi non rinuncerà alla diaria saranno pubblicati sul sito del Movimento.

“Un vaffa ai soldi” che potrebbe però spaccare il Movimento: prendere i soldi e aderire ad un gruppo misto? rimanere nel movimento con le tasche (mica tanto) vuote? Bel dilemma. La maggior parte dei Grillini ritiene che ognuno debba essere libero di restituire allo Stato quanto vuole, insomma a coscienza propria. Staremo a vedere cosa si farà. Di solito però soldi e coscienza non vanno molto d’accordo.

Rigori

Non mi ero sbagliato a prendere una posizione sulle dichiarazioni della Ministra Elsa Fornero nel post di ieri. Oggi il Corriere della Sera ha lanciato Stay Hungry, Stay Choosy, un invito ai lettori (giovani) a condividere sul giornale on line le proprie esperienze lavorative, per dimostrare che questa generazione non è poi così schizzinosa come molti credono.

Il quadro che viene fuori dalle storie raccontate dagli utenti del sito è -per usare un eufemismo- triste. Ma tanto chi le ascolterà quelle lagne? Oggi ( o forse da sempre) non si ascoltano mai le storie, non si conosce la realtà, non si tocca mai con mano, anzi semmai le mani ce le si lava dagli oneri imposti dalle proprie responsabilità.

La naturalezza con la quale Presidenti, Ministri e Sottosegretari hanno enunciato frasi di ogni genere, testimonia quanta distanza c’è tra politica e cittadini. C’è troppo distacco quando Berlusconi dice che la crisi non c’è perché i ristoranti sono pieni, e gli alberghi non hanno mai un posto libero, quando Monti afferma che il posto fisso è brutto, o quando i giovani – finora solo sfigati e bamboccioni- sono adesso anche Choosy.

Oggi poi il Presidente Napolitano, in visita in Olanda ha dichiarato: “Non abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto in questi ultimi dodici mesi per poi buttarne via i benefici, l’Italia perseguirà la via del rigore”.

Bene, giusto. Ormai abbiamo fatto 30, facciamo anche 31. Solo un appunto Presidente: se il rigore lo si applicasse anche ad altre cose, oltre che ai tagli al lavoro, alla sanità, al servizio pubblico e sociale, magari sarebbe un trattamento più equo. Va bene il rigore, ma non lo “fischi” solo contro di noi.