Il momento è catartico

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Dopo i risultati delle elezioni il corsivista non ha più lanciato nessun post e Il pollo spennato è stata l’ultima allegoria politica sui quali risvolti  si è dovuto ragionare per giorni al fine di trovare qualche forma più o meno seria di governabilità. Ancora si sa poco di come sarà effettivamente amministrata la nazione, ma c’è come una sensazione che il periodo che stiamo attraversando sia un momento più unico che raro, come una catarsi. Nell’ Antica Grecia la catarsi era il rito magico della purificazione, che avrebbe potuto pulire il corpo contaminato. Nell’Italia contemporanea alcuni (molti) la ricercano nel Movimento a 5 stelle, altri pregano affinché esca fuori dalla finestra del vaticano dopo una fumata bianca. Altri ancora sperano che sia l’ultimo sforzo di Re Giorgio a mondare l’anima italica. A questo punto non importa come, ma ci si deve provare: il parlamento è più giovane, più femminile ed ha meno problemi con la giustizia di quanti ne abbia avuti in passato.La Chiesa dal canto suo invece -che di momenti felici non ne sta certo vivendo da un po’-  dovrà fare i conti con nuove coscienze. Il momento è catartico, lo diceva anche un comico, ma quello era Zelig. L’Italia invece è una cosa seria.

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