Rigori

Non mi ero sbagliato a prendere una posizione sulle dichiarazioni della Ministra Elsa Fornero nel post di ieri. Oggi il Corriere della Sera ha lanciato Stay Hungry, Stay Choosy, un invito ai lettori (giovani) a condividere sul giornale on line le proprie esperienze lavorative, per dimostrare che questa generazione non è poi così schizzinosa come molti credono.

Il quadro che viene fuori dalle storie raccontate dagli utenti del sito è -per usare un eufemismo- triste. Ma tanto chi le ascolterà quelle lagne? Oggi ( o forse da sempre) non si ascoltano mai le storie, non si conosce la realtà, non si tocca mai con mano, anzi semmai le mani ce le si lava dagli oneri imposti dalle proprie responsabilità.

La naturalezza con la quale Presidenti, Ministri e Sottosegretari hanno enunciato frasi di ogni genere, testimonia quanta distanza c’è tra politica e cittadini. C’è troppo distacco quando Berlusconi dice che la crisi non c’è perché i ristoranti sono pieni, e gli alberghi non hanno mai un posto libero, quando Monti afferma che il posto fisso è brutto, o quando i giovani – finora solo sfigati e bamboccioni- sono adesso anche Choosy.

Oggi poi il Presidente Napolitano, in visita in Olanda ha dichiarato: “Non abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto in questi ultimi dodici mesi per poi buttarne via i benefici, l’Italia perseguirà la via del rigore”.

Bene, giusto. Ormai abbiamo fatto 30, facciamo anche 31. Solo un appunto Presidente: se il rigore lo si applicasse anche ad altre cose, oltre che ai tagli al lavoro, alla sanità, al servizio pubblico e sociale, magari sarebbe un trattamento più equo. Va bene il rigore, ma non lo “fischi” solo contro di noi.

Don’t be choosy babe!

Non sono per la polemica facile. Anzi proprio non tollero chi ne abusa. Non mi sono offeso nemmeno quando dal governo ci hanno chiamati “sfigati” o “bamboccioni”, perché lo siamo. Quindi cosa vai a protestare? Certo, infastidisce il fatto di dover sentire certe cose, è come se mi dicessero “sei brutto”. È colpa mia se nasco brutto?

Oggi la Ministra Elsa Fornero, ha detto “i giovani non siano troppo “choosy”, cioè, per dirla all’italiana “si accontentino di qualsiasi lavoro, non siano troppo selettivi”. Adesso, va bene la crisi, va bene il governo tecnico e la lacrimuccia per i sacrifici da fare, però quello della Fornero è secondo me un intervento del tutto fuori luogo. Cioè il luogo era giusto – a guardare quanti giovani c’erano ad ascoltarla – ma lei è proprio fuori da ogni dimensione.

Lo è perché così dicendo dimostra di non conoscere la realtà di chi ha studiato una vita per fare poi tutt’altro, o quella di chi non ha fatto niente ed ora ruba posti a chi è più preparato solo grazie alle raccomandazioni. La Fornero forse ignora la realtà di chi ha due lauree e nemmeno un lavoro o quella di chi lavora senza essere pagato.

Ci sono tante, troppe realtà per permettersi di parlare di “Choosy”. È vero anche che molti ragazzi sono dei fannulloni, ma quella è una parte, e non conta, perché quei giovani non chiedono lavoro, semmai lo scansano. L’altra parte dei giovani di oggi invece si adatta, e lo fa forse meglio di tutte le altre generazioni passate.

Perciò, cara Ministra, forse è il momento abbandonare l’idea di poter dispensare consigli, tanto più se dopo un anno si è ormai entrati in quel brutto mondo della politica, che di consigli forse, dovrebbe darli solo a sé stessa.