M5S is not the winner

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“Al-Fini is not the winner”. Di tutta la giornata di oggi, in cui sono state fatte più retromarce che in un parcheggio a labirinto, è questa l’estrema frase-sintesi di ciò che è la politica italiana.

A pronunciarla è stata una signora del bon ton, l’On. Alessandra Mussolini. Voleva dire: “E’ inutile che Alfano fa il figo alzando la cresta, perché gliela facciamo abbassare noi (dove “noi” sta per i fedeli a Silvio Berlusconi).

Per chi non avesse colto la finezza storico-politica, Alfano è stato paragonato a Fini (ve lo ricordate Fini?) che abbandonò Silvio perché aveva idee diverse dalle sue. Inutile dire che la sua carriera politica ebbe fine.

Da qui una considerazione: va bene attaccare chi -appartenendo ad un partito diverso- ha idee differenti dalle proprie, fa parte della politica. Ma evidentemente ci dev’essere un’attitudine -piuttosto diffusa nei Palazzi del potere di Roma- a denigrare l’alleato che cambia direzione, come se tutti dovessero seguire non un’ideologia politica, ma un dogma religioso.

Anche oggi al Senato un episodio che rende bene l’idea. La Senatrice Paola de Pin ha deciso in mattinata di accordare la fiducia al Governo Letta. Risultato? L’hanno minacciata con queste parole: “Ti aspettiamo fuori”.

Per chi non lo sapesse la de Pin è una Senatrice del Movimento Cinque Stelle. Sì, sì, proprio loro, quelli del cambiamento.

Menomale che Silvio (non) c’è!

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Gli elementi ci sono tutti: la crisi economica, due grandi potenze l’una contro l’altra e le armi pronte. Ma questa che sta per iniziare sarà davvero la terza guerra mondiale?

Tutto può essere. Ma una vicenda di qualche anno fa rende tutto più misterioso.

Il 2 novembre del 2000 è apparso sul web John Titor, un sedicente crononauta che ha affermato dal suo blog di provenire dall’anno 2036. Tornato indietro per recuperare un vecchio computer dell’IBM, Titor ha lasciato traccia di alcune sue dichiarazioni. Oltre ad affermare che in Iraq non sarebbero state trovate armi chimiche ma che una guerra sarebbe comunque stata combattuta, il viaggiatore del tempo ha parlato di una terza guerra mondiale, che avrebbe coinvolto L’America e la Russia.

Bufale a parte (quella di Titor è una vera e propria mistificazione senza fondamento), c’è seriamente il rischio che un evento del genere possa verificarsi. Diversi capi di Stato, come quelli di Turchia, Canada, Arabia Saudita e Francia sono pronti a seguire l’iniziativa bellica di Obama. Quest’ultima -che da quanto affermato è mossa dal senso di dovere che gli Usa hanno nei confronti del mondo- sarà contrastata da Putin e il suo esercito. Il presidente russo ha infatti detto che sarà accanto alla Siria in caso di attacco americano. 

In tutto questo c’è una nota positiva. Berlusconi -malgrado i suoi tentativi di rientro in campo- non sarà protagonista decisionale di un eventuale intervento italiano accanto al potente di turno.

E vi pare poco? Immaginiamolo lì in piazza Venezia: “Italiani!”.

La donna più bella del mondo

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L’Italia è un Paese strano. Di questo ce ne eravamo accorti e se n’erano accorti un po’ tutti, dalla ghignante coppia Sarkozy –Merkel fino al Cancelliere austriaco Faymann , che oggi s’è permesso (come dargli torto) di mettere il becco sulle stranezze di casa nostra affermando che Berlusconi è un intralcio e che Letta deve continuare a governare.

Più che strano però -che suona come un’ aggettivazione ormai passata e pedante- sarebbe meglio dire che l’Italia è una nazione in profonda crisi con se stessa. Girando quasi tutte le piazze del Bel Paese troveremmo ovunque persone lamentarsi: “questi politici fanno schifo, mangiano tutto, qui non cambia mai niente, ci vuole una rivoluzione”. Poi magari sono proprio loro i primi a parlare con amici degli amici per farsi togliere una multa “per parcheggio nei posti riservati ai portatori di handicap”, ad evadere le tasse, a costruire case abusive, a corrompere professori universitari. Questo Paese, fatto di queste persone, finisce poi -una volta chiamato al voto- per concedere rappresentanza politica a chi è causa delle proprie lamentele quotidiane. E questa è la contraddizione di base.

Siamo un popolo ipocrita, insicuro e al tempo stesso lassista. Ci (af)fidiamo di chi per anni e anni ha fatto passare leggi abominevoli e ha tenuto in standby il Paese, chiediamo di farci rappresentare da un delinquente ma ci scaldiamo tanto, per esempio, se ad un reo rumeno vengono concessi gli arresti domiciliari. Siamo clementi con la mafia che: “in qualche modo protegge dove lo Stato non c’è”, difendiamo Mussolini perché “fino a quando non s’immischiò con Hitler aveva fatto cose buone”.

Andiamo: un po’ di serietà Signori! Siamo l’Italia, ci meritiamo di meglio. Siamo come la più bella delle donne che per incomprensibili ragioni non capisce quanto vale il proprio fascino: può avere il mondo ai suoi piedi, ma finisce per innamorarsi di uno stronzo e perde la ragione.

 

 

L’eclissi della Memoria

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Berlusconi aveva voglia di provocare uno shock nel piattume elettorale di questi giorni. C’è riuscito durante la Giornata della Memoria, alla Stazione di Milano durante l’Inaugurazione del Monumento ai Deportati. “Mussolini aveva fatto bene, ma il fatto delle leggi razziali è stata la peggior colpa. L’Italia preferì essere alleata alla Germania di Hitler piuttosto che contrapporvisi ed entro quest’alleanza ci fu l’imposizione della lotta contro gli Ebrei”. Una frase che ovviamente ha suscitato diverse reazioni politiche, come quelle di Casini, che la definisce una “sciocchezza immane”, o come la Finocchiaro che parla di “parole inaudite”. Per Di Pietro è lo stesso Berlusconi  che vuole essere l’imitazione del duce.

Nessuno però pare voler  capire l’intenzionalità della frase del Cavaliere. Qui non c’entrano cerimonie e linguaggi politicamente corretti. Berlusconi parla al popolo, parla come il popolo. È questo che lo rende migliore di altri agli occhi di molti  (elettori) italiani. Quante volte infatti si sente dire “Mussolini avrà fatto tanti sbagli, ma ha fatto anche tante cose buone”. Di asserzione  uguali a quelle pronunciate oggi ne è piena la storia. L’indignazione dovrebbe emergere però se quelle parole vengono pronunciate da un possibile nuovo ministro della Repubblica Italiana,o da qualsiasi candidato alle elezioni.

La sua frase non è solo sbagliata( perché oltre alle leggi contro gli ebrei il fascismo perseguitava gli avversari politici, i rom e gli omosessuali) ma anche fuori contesto: nel giorno in cui si ricorda l’olocausto di 6 milioni di persone, non si dovrebbe nemmeno accennare a chi di quello olocausto ne fu -pur minimamente (?) -l’artefice.