La prassi dei rottamatori

 

Eccolo qui. Il passaggio è qui davanti a noi. Ci si prepara ad una nuova discesa in campo che probabilmente arriverà formalmente nel 2014. Venti anni dopo il 1994. Allora era Silvio Berlusconi il nuovo. Adesso(!) è Matteo Renzi.

Se ne dicono tante su di lui: cambierà le cose, finalmente un carismatico, ci voleva proprio il rottamatore, l’asfaltatore (come si autodefinisce.

La speranza è che le cose appena elencate siano lo specchio della realtà, perché Renzi diventerà senz’altro premier e le conseguenze delle sue azioni ricadranno su tutti noi, nel bene e nel male. La speranza è che con l’accezione “nuovo” non si intenda -nemmeno lontanamente- quelle caratteristiche che venti anni fa vennero attribuite a Berlusconi. Probabilmente è così. Bisogna essere ottimisti e poi diciamocelo: le idee del sindaco fiorentino convincono seriamente.

Solo che il dubbio viene quando -andando un pelino più a fondo delle belle parole- si scopre che lo stesso Renzi, quando era Presidente della Provincia di Firenze, spese qualcosa come 20 milioni di euro per pranzi, viaggi e hotel tanto da essere stato condannato (sebbene in primo grado) dalla Corte dei Conti per danno erariale.

Si dirà: fanno tutti così, è la prassi. Appunto, la prassi, non il nuovo.

 

 

 

 

 

Al di là del colonnato

Immagine

Questa foto è stata scattata a Napoli. Da una parte del colonnato c’è un barbone disteso a terra sotto le coperte. È appena morto di fame e di freddo. Dall’altra parte alcuni clienti del bar che consumano il loro caffè caldo, come se niente fosse successo. Napoli come l’Italia intera, un Paese in cui non i barboni, ma la gente comune  è messa sempre più in difficoltà dal basso tenore di vita in cui è costretta da uno Stato degli affari privati e delle false promesse. Uno Stato che non vede cosa succede al di là del colonnato.

L’Italia- lo si è detto spesso in questi mesi di demagogia da spending review- ha finanziato per circa dodici miliardi di euro l’acquisto dei famosi F35, i cacciabombardieri americani superpotenti che – guarda un po’ -alla fine tanto potenti non sono. Infatti è di recente pubblicazione un rapporto della Difesa U.S.A. che mette in guardia gli acquirenti dei giocattolini da guerra sui possibili suoi talloni d’Achille. Pare che gli ingegneri che si sono divertiti a rendere l’F35 un mostro da combattimento, abbiano alleggerito troppo la scocca e così non sia mai che passino sotto fulmine, perché –si legge nel rapporto- “potrebbero esplodere”.

Demagogia a parte, è lecito domandarsi se si può ancora rimanere fermi davanti ad uno spreco simile di denaro pubblico. Demagogia a parte, forse se qualcuno  riuscisse ad evitare questa enorme spesa che non ci difende da niente, darebbe sicuramente un bel segnale. Demagogia a parte, forse se qualche politico attraversasse quel colonnato le cose potrebbero andare meglio per tutti. Demagogia a parte, se quel barbone, che siamo io, te, noi, ci alzassimo in piedi ed entrassimo nel bar a chiedere ristoro faremmo la nostra parte, di quelli che almeno ci provano a difendere il proprio diritto di essere vivi in questa parte del colonnato.