La prassi dei rottamatori

 

Eccolo qui. Il passaggio è qui davanti a noi. Ci si prepara ad una nuova discesa in campo che probabilmente arriverà formalmente nel 2014. Venti anni dopo il 1994. Allora era Silvio Berlusconi il nuovo. Adesso(!) è Matteo Renzi.

Se ne dicono tante su di lui: cambierà le cose, finalmente un carismatico, ci voleva proprio il rottamatore, l’asfaltatore (come si autodefinisce.

La speranza è che le cose appena elencate siano lo specchio della realtà, perché Renzi diventerà senz’altro premier e le conseguenze delle sue azioni ricadranno su tutti noi, nel bene e nel male. La speranza è che con l’accezione “nuovo” non si intenda -nemmeno lontanamente- quelle caratteristiche che venti anni fa vennero attribuite a Berlusconi. Probabilmente è così. Bisogna essere ottimisti e poi diciamocelo: le idee del sindaco fiorentino convincono seriamente.

Solo che il dubbio viene quando -andando un pelino più a fondo delle belle parole- si scopre che lo stesso Renzi, quando era Presidente della Provincia di Firenze, spese qualcosa come 20 milioni di euro per pranzi, viaggi e hotel tanto da essere stato condannato (sebbene in primo grado) dalla Corte dei Conti per danno erariale.

Si dirà: fanno tutti così, è la prassi. Appunto, la prassi, non il nuovo.

 

 

 

 

 

Mollo tutto e mi godo la vita

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Lavoro: chi lo cerca disperatamente ed è infelice perché disoccupato e chi infelicemente occupato si licenzia e si gode la vita.

Succede anche questo in Italia, come nel caso di Carlo Bonaccorsi, ex operaio di una ditta import export con sede a Fiumicino. “La mia vita era dedicata solo al lavoro” -dice- “ero una persona curiosa e mi ritrovavo invece a passare tutta la giornata lavorando. Avevo trascurato gli affetti, altri interessi e visto che il lavoro era una parte importante della mia vita, ma non la più importante, ho lasciato perdere. Mi trovavo ogni giorno a stare 2 ore in macchina fermo sul grande raccordo anulare e non ero contento. Che vita è quando qualcuno ti dà i soldi per arrivare distrutto a casa e non avere più tempo né per te né per gli altri? E così mi sono fatto due conti, mi sono reso conto che potevo farcela con 500 euro al mese”.

Certo, il signor Bonaccorsi non ha spese di affitto e mutuo e ciò che percepisce (da rendite provenienti da un locale affittato e da una vecchia polizza sulla vita) è qualcosa in più di 500 euro, ma ciò che colpisce di questa storia è la sua presa di coscienza: il lavoro è sostentamento, ma è anche annullamento della vita vissuta e dei piaceri più semplici.

Non tutti -è ovvio- possono permettersi il lusso di lasciare il lavoro, ma chi è stanco ed infelice per la vita che conduce dovrebbe seguire l’esempio del signor Carlo. Un esempio non tanto astratto, anzi, al contrario.Tutte le dritte e gli escamotage per risparmiare e vivere felici sono riportati nel suo blog.

Un’idea utile al governo potrebbe essere quella di incentivare -con misure assistenziali- la disoccupazione. Facile immaginare lo slogan: “lavoratori infelici di tutta Italia: licenziatevi”.

Del resto anche così si crea occupazione (e felicità).

Renzi il mangione

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L’avevamo visto appesantito durante la partita del cuore, ma ora è tutto più chiaro dopo che un funzionario del Comune di Firenze, Alessandro Maiorano,ha accusato Renzi di aver sperperato ben 60 milioni di euro pubblici tra cene, viaggi, alberghi.

Renzi ma quanto magni? Nell’articolo precedente de il Corsivista si è detto che il Sindaco di Firenze non è affatto suscettibile ai moralismi. Però, a guardare le fatture della sua gestione viene facile fargli una bella paternale.

Ma atteniamoci ai fatti. Ecco cosa dice l’accusatore Alessandro Maiorano (che lavora da 33 anni al Comune):

“C’è tanto materiale dai 53 mila euro spesi in pranzi e cene presso le varie trattorie di Firenze, fino a regali e fiori che Renzi definisce “spese di rappresentanza”. Certo è che il rottamatore mi deve ancora spiegare come ha fatto a spendere in una sola notte 3 mila euro a Boston. Tutto questo ci è costato – perché pagato con la carta della Provincia – in soli 4 anni – dal 2007 al 2009 – ben 20 milioni di euro. A questo poi mi deve spiegare anche le situazioni strane”.

Situazioni strane come finanziamenti a giornali e assunzioni senza regolare concorso che a conti fatti fanno altri 40 milioni di euro.

Insomma, va bene non essere moralisti, ma forse qualche spiegazione  Renzi dovrebbe darla perché mangiare piace a tutti, ma – come direbbe Bersani – “Non siamo mica qui a far l’elemosina all’uranio impoverito!”.